US San Vito: intervista al presidente
Solitamente molto riservato, il presidente Trizza, questa volta, ha deciso di rompere il silenzio. Lo fa nel momento più difficile, all’indomani di una finale playoff persa in casa.
D: Presidente, sue dichiarazioni/interviste sono eventi più unici che rari. Perché ha scelto di farlo proprio ora, dopo una sconfitta così dolorosa contro il Latiano?
R: Perché il mio silenzio sarebbe un torto verso chi domenica ha sofferto per questi colori. Sento il dovere di metterci la faccia ed essere io il primo a dire “grazie” a tutti. Voglio onorare quella splendida cornice di pubblico che, nella finalissima, ha dimostrato cosa significa essere sanvitesi: dignità, passione e una sportività esemplare, anche nel momento amaro della sconfitta.
D: Lei si è sempre mostrato capace di gestire anche i momenti critici. Durante il campionato c’è stata una vera “rivoluzione”: il cambio in panchina e l’addio di un intero blocco di giocatori. Cosa è successo davvero?
R: Nel calcio, come nella vita, arrivano momenti in cui bisogna avere il coraggio di compiere scelte drastiche per tutelare l’identità e la serenità del gruppo. Non è stata una decisione presa a cuor leggero, ma si era rotto un equilibrio. Quando i percorsi non convergono più verso l’unico obiettivo che conta — il bene dell’US San Vito — è necessario intervenire. Mi sono assunto la responsabilità di quel cambiamento perché credo fermamente che la maglia venga prima dei singoli. I fatti, poi, ci hanno dato ragione: l’innesto di mister Vignola, insieme a un gruppo di nuovi giocatori che si sono subito integrati con dedizione, ci ha permesso di difendere con le unghie e con i denti il secondo posto, confermando la bontà della nostra visione.
D: La gara di domenica non è andata come sperato. La Promozione è compromessa.
R: Sì. Devo dire che confidavo in un esito diverso ma il Latiano ha meritato la vittoria. Il nostro, però, è stato un percorso straordinario anche se, fin dall’inizio della scorsa settimana, la sorte non ci è stata amica. Il nostro Bojang non si è potuto regolarmente allenare per un risentimento muscolare. Il suo infortunio e l’inferiorità numerica hanno compromesso una rimonta che poteva essere possibile.
D: L’avere a disposizione due risultati su tre non ha giovato dal punto di vista psicologico…
R: Certamente. Il Latiano aveva un solo risultato a disposizione. Doveva assolutamente vincere e sono scesi in campo fortemente determinati. Noi invece siamo “scesi in campo” sullo 0-2 riuscendo a dimezzare lo svantaggio. Poi nel secondo tempo gli episodi di cui sopra hanno reso impossibile la rimonta.
D: Cosa resta di questa stagione al di là del risultato del campo?
L’aver concluso al secondo posto la stagione regolare è un risultato molto positivo. Ai ragazzi (che avevano le lacrime agli occhi) e a mister Vignola ho detto che potevano uscire dal campo a testa alta: gli applausi del “Citiolo” non erano di consolazione, ma di sincero riconoscimento per il campionato disputato. Ci siamo comunque aggiudicati una sfida importante: riportare il senso di appartenenza all’E.M. Citiolo.
D: Ora, nonostante la delusione e l’amarezza, bisogna programmare il futuro: nella tifoseria si sussurra di ripescaggio in Promozione.
R: Devo precisare che il cosiddetto “ripescaggio” non risponde, così come sembrerebbe dal termine, ad un evento casuale. Vi è una vera e propria graduatoria di merito. Tutto dipende da quanti posti-squadra si liberano nei campionati superiori (Promozione ed Eccellenza). In linea di principio mi piacerebbe vincere sul campo! Ma l’essere arrivati secondi e l’aver disputato tutta la stagione sempre ai vertici mi fa prendere in considerazione l’ipotesi di chiedere comunque l’ammissione alla Promozione. Ciò anche in virtù dei tanti sacrifici fatti in questi anni.
D: Intravede quindi questa possibilità?
R: È molto difficile ma credo che il tentativo vada fatto.
D: A proposito di sacrifici, il calcio dilettantistico si fa sempre più impegnativo…
R: Sicuramente. È noto il mio forte legame alla mia città e ai colori biancoverdi.
Ma gestire per tanti anni è faticoso e, come predico sempre, ogni nuovo apporto rappresenta un fatto fortemente auspicabile e positivo.
D: Qual è il suo messaggio per il futuro e per i tifosi che oggi si sentono delusi?
R: Dopo la delusione bisogna lasciare spazio all’orgoglio. Purtroppo non abbiamo vinto in campo, ma abbiamo trionfato sugli spalti. Il nostro modello, fatto di fair-play e correttezza, non cambia. Da domani rifletteremo su come ripartire, con la calma e la serietà che ci contraddistinguono da sempre. Ai tifosi chiedo di restare vicini alla squadra. La maglia biancoverde tornerà presto a fare onore alla nostra città.
Grazie Presidente!
